

GoodbyeSachiko si fermò appena fuori del portone.Goodbye
Sapeva di dover entrare e parlargli. Se fosse rimasta lì ferma senza fare nulla, si ripeté tra se e se, avrebbe rimpianto questo momento per tutto il resto della sua vita. Sua madre aveva ragione. Shinichi stava per partire per un lungo viaggio, e non c'era nemmeno la sicurezza assoluta che potesse tornare, in futuro. Il minimo che poteva fare era andare a salutarlo.
Ma doveva essere forte, pensò. Non doveva dimostrarsi debole e insicura, e soprattutto, non doveva piangere. Solo le femminucce piangono, e lei non lo era di certo, pensò. Questa era la


AkumuI miei passi picchiavano rapidi e pesanti sulla dura terra, ma il loro suono risultava sordo alle mie orecchie; udivo solamente il mio respiro farsi sempre più affannoso, mentre spingevo il mio corpo a correre ancora più veloce, ancora. Faceva freddo, molto freddo, e una fitta nebbia avvolgeva ogni cosa attorno a me, che appariva così ai miei occhi vaga e offuscata.Akumu
Sentivo che per il lungo correre il fiato mi stava abbandonando, così come le mie membra, stanche e fiaccate da quella opprimente umidità, che tutto intaccava e corrodeva. Ma non potevo permettere a me stesso di cedere a tali stupidaggini! &nb
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